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Prostata: Ipertrofia e Tumore, una visione di insieme

La prostata è una ghiandola del sistema riproduttivo maschile situata davanti al retto e sotto alla vescica.

Avvolge l’uretra che è il condotto deputato alla emissione delle urine.

La prostata ha la funzione di secernere parte del liquido seminale che, al momento dell’orgasmo, viene immesso nell’uretra unitamente agli spermatozoi prodotti dai testicoli.

Nella condizione normale le sue dimensioni sono paragonabili a quelle di una castagna ed il suo peso è di circa 20 grammi.

 

Ipertrofia prostatica benigna


ipertrofia prostatica benigna viene comunemente definita come un aumento delle dimensioni della ghiandola il cui peso può, in casi estremi, superare i 100 grammi.

La IPB attualmente comincia a comparire negli uomini che hanno da poco superato i 30 anni. La frequenza della malattia continua a crescere, raggiungendo il 90% all’età di 80 anni.

Tutti concordano che la sua comparsa avviene sempre più precocemente rispetto ad una 20-30 anni fa. Questo fa pensare ad una diretta correlazione con il mutato stile di vita ed alimentazione. 

 

 

 

Sintomi dell’Ipertrofia Prostatica Benigna


Sono principalmente quelli derivanti dall’ostruzione al passaggio dell’urina:

 
– debolezza del getto urinario,
– esitazione,
– gocciolamento terminale,
– intermittenza,
– sensazione di svuotamento incompleto della vescica,
– difficoltà nell’urinare (disuria)

e da quelli irritativi:

– elevata frequenza, 

– urgenza.

Possono anche associarsi:
infezioni delle vie urinarie, accompagnate da stranguria, cioè bruciore durante la minzione,
ritenzione urinaria, con necessità di catetere a permanenza
insufficienza renale, nei casi più avanzati.

 

 

Ipertrofia prostatica benigna: una patologia progressiva.


La costante presenza di un ostacolo meccanico allo svuotamento vescicale può indurre il muscolo detrusore della vescica ad un eccessivo lavoro, capace con il tempo di ridurre la contrattilità e funzione del detrusore.

L’IPB può provocare la formazioni di calcoli vescicali e la comparsa dei sintomi associati: impossibilità a svuotare la vescica (ritenzione urinaria), dilatazione delle vie urinarie (idronefrosi) e, nelle situazioni cronicizzate, insufficienza renale.

Alcune di queste condizioni sono reversibili, se sottoposte a terapia, mentre altre, come la compromissione della contrattilità vescicale e l’insufficienza renale, possono essere permanenti e non risolvibili con l’intervento chirurgico.

Diversi studi, hanno dimostrato che l‘IPB è una patologia progressiva nel tempo e che maggiori sono i sintomi, il PSA, l’età e le dimensioni della prostata e maggiore sarà la probabilità e la velocità di un peggioramento. Tuttavia, come vedremo,  ci sono diverse cose che si possono fare per ritardare la progressione.

 

 

 

Le cause 

La causa principale è data da un cambiamento ormonale che porta ad un innalzamento del Diidrotestosterone (DHT), un tipo di testosterone che si forma dal Testosterone libero ad opera dell’enzima 5 alfa reduttasi.

Altra concausa è l’infiammazione cronica.

Studi hanno dimostrato che nelle prostate sane la presenza di Interleuchine infiammatorie è bassa (Steiner e collaboratori hanno dimostrato che le prostate sane non esprimono IL-17, mentre le prostate con infiammazione e BPH esprimono questa interleuchina : https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC3221555/).

Il Testosterone Libero se si lega alla proteina di trasporto, SHBG – Sex Hormon Binding Globulin – che viene prodotta dal fegato, non è disponibile alla trasformazione in Diidrotestosterone. Pertanto tutte le cause che riducono le SHBG innalzano il Diidrotestosterone e ingrossano la prostata.

 

Il principale fattore che inibisce la produzione di SHBG sono gli ZUCCHERI in eccesso che vengono convertiti in grassi (lipogenesi)

Altri fattori che riducono la SHBG sono:

– l’Insulina (che è sempre legata alla concentrazione degli zuccheri plasmatici),

IGF-1 (Insuline like growth factor) che è contenuto nei latticini freschi, che pertanto sono da ridurre.

 

I Fattori che aumentano la SHBG sono:

–  Ormone della crescita  GH

–  Tirosina (vedi Tireovital)

L’Enzima 5 alfa reduttasi che converte il testosterone libero in DHT, aumenta all’aumentare del Testosterone, ma viene parzialmente inibita dal Betasistosterolo (vedi Paxacol o Blusterol-Forte).

I farmaci, es Finasteride,  che bloccano questo enzima portano ad un aumento compensatorio del testosterone prodotto per via del feedback all’ipotalamo, il che ne riduce l’efficacia. 

 

I Farmaci 

La terapia farmacologica consiste nell’uso di due classi di farmaci:

– gli Alfa-Litici, tipo la Afluzosina,  che vanno a rilassare il tono muscolare agendo sui recettori dell’adrenalina,

Gli effetti negativi sono: l’eiaculazione invisibile o retrogada, cioè l’emissione dello sperma avviene in vescica  e altri effetti indesiderati meno frequenti sono quelli correlati al sistema gastrointestinale, come stipsidiarrea, dolori addominali, dispepsia e nausea; quelli correlati ai reni e al tratto urinario, come l’aumento della produzione delle urine e la frequente necessità di urinare; quelli correlati al sistema respiratorio, come la congestione nasale e la dispnea; quelli correlati alla vista, come la manifestazione della sindrome dell’iride a bandiera (Floppy Iris Sindrome) durante gli interventi chirurgici per la rimozione della cataratta; quelli correlati al sistema cardio-vascolare. come tachicardiaaritmiaedema, palpitazioni cardiache, ipotensione ortostatica e ischemia periferica.
Tratto da https://www.my-personaltrainer.it/salute/alfuzosina-effetti-collaterali.html

– gli inibitori delle 5-alfa-reduttasi, tipo Finasteride, che riducono il Deidrotestosterone che come detto è la causa principale dell’ingrossamento della prostata.

Si ricorda che le 5 alfa reduttasi, soprattutto le isoforme 1-3, sono ampiamente distribuite in diversi tessuti del nostro organismo, compreso il sistema nervoso centrale, e quindi l’azione di inibizione di questi enzimi può portare al blocco della sintesi di alcuni ormoni chiave e di diversi steroidi neuro-attivi, situazione questa che può spiegare tutti i diversi effetti collaterali negativi che si possono determinare, quali riduzione e perdita del desiderio sessualedisfunzioni dell’erezione e dell’orgasmodepressione e, vista l’ampia diffusione delle 5 alfa reduttasi nel nostro organismo, anche possibili problemi vascolaricardiaci e aumento del grado di indifferenziazione di un eventuale tumore della prostata.

Tutto questo naturalmente può influire negativamente anche sulla salute psicologica e sulla qualità generale della vita di un uomo; tutti questi effetti collaterali, soprattutto per i medici che più facilmente prescrivono questo tipo di farmaci, devono essere ben conosciuti.

 

La Prevenzione 

passa attraverso la modulazione dei seguenti fattori

  • < testosterone-libero,
  • < la conversione del testosterone libero in Diidrotestosterone (DHT),
  • > SHBG (proteina deputata al trasporto ormoni sessuali),
  • < Insulina e ridotta tolleranza glucidica,
  •    ottimizzare l’attività tiroidea,   
  • < livelli di stress < adrenalina < glicemia e la resistenza insulinica,
  • < livelli di stress < cortisolo < glicemia e la resistenza insulinica, 
  •    l’Obesità e il Diabete sono fattori aggravanti in quanto peggiorano tutti i parametri metabolici e riproduttivi,
  •    regolarità intestinale  e con buona flora batterica,
  •    ridurre l’infiammazione generale e particolarmente dell’intestino e prostata,

 

  

Che fare

Anche l’ipertrofia prostatica è l’espressione di un disequilibrio nel nostro corpo, il pensare di agire sul sintomo e non sulle cause è come sempre poco raccomandabile, per il semplice motivo che se non risolviamo questo disequilibrio avremo molti altri sintomi = malattie.

Come sempre i migliori risultati si ottengono agendo su tutti i punti critici, che in sostanza significa portare all’equilibrio l’asse: testa>respirazione>apparato digerente>apparato riproduttivo.

 

  • migliorare la minzione 

Un ottimo rimedio è il nostro UP1, che agisce migliorando il tono vescicale e con una azione antiossidante ed antinfiammatoria. Da ricordare anche l’importanza dello svuotamento frequente della prostata = eiaculazione, in quanto riduce la tensione e l’infiammazione locale.

 

  • infiammazione 

L’infiammazione dipende da diversi fattori, ma principalmente dall’alimentazione e dal funzionamento del fegato e intestino, proprio per i collegamenti diretti che questi organi hanno con la prostata.

Tutti gli antinfiammatori portano comunque a dei benefici anche alla prostata.

Per ovvi motivi è sempre bene iniziare ad usare quelli più tollerati e sicuri, tipo MSM e il Paxacol ricco di steroli vegetali , che hanno il vantaggio di correggere anche delle carenze nutrizionali.

In commercio troverete anche delle piante ad azione antinfiammatoria tipo Boswellia, Serenoa, Pigeum. Alcuni funghi forniscono benefici anche ai primi stadi tumorali (vedi Micoterapia).

L’acidosi tissutale è la base dell’infiammazione, pertanto si deve ridurla con l’alimentazione e con basificanti tipo Pro-Basica

 

  • stress  

ridurlo è semplice: basta dedicarsi un’ora al giorno per se stessi, meglio se ne approfittiamo per fare una bella passeggiata,

ricordandoci che è attraverso la respirazione che facciamo fluire l’energia (nuoto, nordic walking sono grandi alleati)

 

ci possono aiutare numerose piante es: camomilla verbena tiglio rodiola (noi abbiamo dei buonissimi gemmoderivati), poi si può sciogliere in tisana del MSM  noto per l’azione antinfiammatoria e come leggero tonico

 

  • insulina

l’insulina viene regolata anzitutto con:

– una dieta isoglicemica,

– dalla attività fisica

– da integratori di cromo, selenio, zinco,  fibra (come Glucofibra), myo-inositolo (Tireovital),

 

  • testosterone 

Si regola mediante la modulazione della glicemia e dell’insulina (vedi sopra)

Ci sono anche alcune piante che contengono fitoestrogeni  che rafforzano l’azione nella regolazione del ciclo.

Sicuramente utili sono i fitosteroli, come il complesso Soia-Avocado Insaponificabile (vedi Blusterol-Asi) o il Betasitosterolo del Paxacol o Blusterol-Forte per la inibizione sulla aromatasi che porta alla formazione del DHT.

  

Gli estrogeni ed androgeni vengono elaborati dal fegato e riassorbiti a livello del colon, pertanto altri due punti critici sono

  • fegato e
  • transito intestinale

inserendo la PAXAFIBRA ed adeguando l’alimentazione, dovrebbe essere sufficiente.

 

  •  regole dietetiche 

 

– ridurre i carboidrati,  l’alcool, caffè e latticini freschi e tutti gli alimenti che appesantiscono il fegato.

assunzione di antiossidanti e  vitamina D (assicurarsi di avere dei buoni valori)

 

  • tiroide

la funzionalità tiroidea è fondamentale per il metabolismo, da cui dipende la glicemia: un semplice test è la misura della temperatura basale ascellare e rettale

ove necessario si dovrà intervenire per correggere eventuali deficenze, vedi Tireovital

 

IL TUMORE PROSTATICO: CAUSE

La probabilità di ammalarsi sembra essere legata anche ad alti livelli di ormoni come il deidrotestosterone, che favorisce la crescita delle cellule prostatiche, e l’ormone IGF1, simile all’insulina, ma che lavora sulla crescita delle cellule.

Fra le cause individuate c’è l’obesità e l’infiammazione comunque generata sia per motivi virali o batteriche sia per problematiche tossiche. Ricordo sempre che la prostata è collegata direttamente al fegato e all’intestino. Pertanto non si può curare la prostata senza adottare le giuste correzzioni dello stile di vita.

Per quanto riguarda il PSA (antigene prostatico) è certamente un parametro legato all’infiammazione prostatica, che in parte è correlato con il carcinoma prostatico.

Pertanto ad un PSA elevato devono comunque seguire una serie di accertamenti diagnostici tipo la risonanza magnetica. 

L’uso dell’ago aspirato ha l’effetto di rompere la capsula prostatica e di creare infiammazione, pertanto potrebbe aumentare il rischio di metastasi.

 

Capite da soli che per quanto riguarda gli integratori da assumere c’è un’ampia scelta, cosi pure per la tipologia di dieta e percorso da seguire c’è differenza a seconda della gravità della situazione. Per maggiori dettagli potete contattarci

 

Grazie per la lettura

Romano Visentin 

Biologo

 

 

 

 

 

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INTESTINO: uno sguardo d’insieme

 

Dopo anni a parlare dei problemi intestinali, mi è stato chiesto di fare una breve introduzione, che spiegasse il ruolo centrale dell’intestino nei processi infiammatori e quindi nella malattia, che vuol dire anche, a rovescio, la sua importanza nella salute.

 

Parlare dell’importanza di un organo in biologia è sempre limitante, proprio per il fatto che tutti gli organi sono connessi.

 

Nel caso dell’intestino, o meglio dell’apparato digerente che è un insieme di vari organi, il concetto di globalità lo è a maggior ragione.

 

Un primo sguardo ci fa intuire immediatamente le connessioni fra cervello–bocca–stomaco– fegato– intestino–organi riproduttivi

 

Ma se allarghiamo lo sguardo, vediamo che gli organi sono contenuti in strutture.. , colonna vertebrale, spalle, cassa toracica, muscoli e annessi addominali

 

intestino-annessi

 

 

Pertanto anche il contenitore influisce sulla funzionalità dell’insieme, il che significa che problematiche o tensioni al contenitore inevitabilmente si ripercuotono sugli organi interni: se respiriamo male inevitabilmente mandiamo in compressione lo stomaco.

Consideriamo pure che gli organi vicini “si parlano” e pertanto è facile assistere ad una estensione dei processi infiammatori.

 

Avviciniamoci di più :

 

  • L’intestino deve prendere decisioni rapide: pertanto si è dotato di una propria rete neuronale, che comunica con il cervello.

 

  • Deve comunicare con le altre parti del corpo: oltre alle vie nervose usa ormoni, neuropeptidi, citochine. Alcune di queste, come la serotonina, influiscono direttamente sul nostro umore. E’ chiaro che se siamo tesi, ansiosi, andremo a dare un segnale di blocco a tutto l’apparato digerente.

 

  • L’intestino deve svolgere oltre alla funzione digestiva e assorbente, anche una notevole funzione difensiva: è in prima linea . Pertanto è ricchissimo di strutture di difesa: è sede di circa il 70-80% del sistema immunitario

 

  • Il colon contiene migliaia di miliardi di batteri, che digeriscono circa il 30% del cibo, modulano la risposta immnunitaria, producono delle sostanze che aiutano a riparare l’intestino e influiscono sul cervello.

 

Se l’intestino si infiamma che succede:

 

La prima cosa che avvertiamo è il gonfiore addominale, dovuto allo spasmo dei muscoli che si contraggono e non fanno uscire l’aria.

Se l’infiammazione aumenta il corpo cerca di liberarsi delle cause e manda in scarica. Se l’infiammazione prosegue compare il muco e quindi il sangue.

 

Se ci avviciniamo alla mucosa potremmo osservare che si sono create delle lesioni, pertanto non è più in grado di assicurare il passaggio delle sostanze desiderate, ma passano nel torrente linfatico anche pezzi di batteri, o cibo non digerito.

 

Questo determina un carico importante al fegato e al sistema immunitario.

 

Se prosegue, si altera la risposta immunitaria con la comparsa o l’aggravamento delle patologie infiammatorie (allergie, artriti, tiroiditi, vasculiti etc..)

 

Poichè il fegato fa da filtro per tutto il sangue, avremo sintomi da intossicazione anche in organi lontani: mal di testa, emorroidi, afte e lesioni in bocca.

 

 

Lo stato di intossicazione e di malnutrizione si ripercuote direttamente sull’umore e sui pensieri.

Aumenta l’ansia e la facilità della depressione, che peggiora sempre più lo stato di chiusura dello stomaco e intestino.

Non mangiando legumi la flora batterica si riduce fortemente, si riduce la capacità digestiva, si crea uno squilibrio noto come “Disibiosi” che è la porta verso le cistiti e la candidosi sia vaginale che sistemica.

 

Naturalmente se non si interviene prontamente, si instaura un circolo vizioso che porta solo a peggiorare le cose: l’individuo mangia sempre peggio e quindi diviene sempre più intossicato e debole.

 

CHE FARE

 

cose semplici e logiche:

 

1) mettere a riposo gli organi infiammati

2) sfiammare

3) nutrire

4) far fluire l’energia

 

il corpo si riparerà e poi potrete affrontare una dieta sana con elementi integrali e legumi.

 

 

Romano Visentin

Biologo

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Colesterolo: Verità e Mito, “il fegato non è cretino”

 

Ogni volta che partecipo ad un incontro inevitabilmente la questione colesterolo viene sempre posta.

In verità quello che ci si dovrebbe chiedere è

1) quali sono i popoli che hanno una vita più longeva ?

2) qual’è il loro colesterolo ?  

3) c’è correlazione fra colesterolo e aspettativa di vita ?

4) è sufficiente ridurre il colesterolo per aumentare l’aspettativa di vita ?

Alla prima domanda è facile rispondere: da una semplice ricerca sul web la popolazione più longeva è quella degli Hunza nell’Himàlaya che possono figliare a 80 anni e giungono alla soglia dei 140 anni.

Naturalmente i parametri cardio-circolatori sono ottimali, pressione bassa, colesterolo basso.

Poi si scopre che fanno una vita molto serena, dieta frugale e cibi genuini, seguono i ritmi giorno e notte (non hanno l’elettricità) e fanno molta attività fisica.

Quindi se prendiamo d’esempio gli Hunza  possiamo dire che il colesterolo basso è correlato ad una vita longeva, (meglio sarebbe dire che è correlato ad uno stile di vita sano e sereno).

 

 

Se si abbassa il colesterolo artificialmente, lasciando inalterato lo stile di vita, aumenta la spettanza di vita ?

Ci sono un paio di studi che fanno pensare:

  • nel PROSPER (Prospective Study of Pravastatin) fatto con un l’uso di una statina non ha avuto che un blando effetto di circa il 15 % di riduzione del rischio cardiovascolare nei 5800 uomini e donne tra i 70 e gli 82 anni, che però hanno visto aumentare l’incidenza del cancro al seno e  i dolori muscoloscheletrici.

 

 

  • nel 2014 è stato pubblicato nel prestigioso British Medical Journal una revisione degli effetti avversi delle statine: è stato accertato un aumento del rischio non solo dei dolori musolari, ma di diabete, di sofferenza renale, disturbi cognitivi, cataratta, disfunzione erettile e tromboembolismo venoso.  Link  http://www.bmj.com/content/349/bmj.g3743 

     

Se si interviene abbinando ai farmaci gli omega-3 e uno stile di vita più sano che possiamo ottenere?      

  • il risultato è un incredibile – 80% di mortalità a 5 anni in pazienti critici come i post-infartuati vedi studio (è su questo studio che è nato Blusterol)

 

E’ evidente quindi che lo stile di vita ed una corretta integrazione fanno molto di più del singolo farmaco

Pertanto ne deriva che il colesterolo è un indice dello stato di salute cardiocircolatoria solo se si abbassa naturalmente, incidendo sui fattori che lo innalzano e non bloccando la sua produzione artificialmente con farmaci.

A questo punto cerchiamo di capire cos’è il colesterolo, cosa serve e da cosa viene regolato. 

 

Il fegato non è cretino

la maggior parte del colesterolo viene prodotta dal fegato, solo un 20-30% proviene dai cibi.

Svolge numerose funzioni

  • Il colesterolo è un componente essenziale della membrana cellulare di tutte le cellule animali: diminuendo così la fluidità della membrana e aumentando la stabilità meccanica delle cellule, diminuendo la permeabilità a piccole molecole idrosolubili.

  • Il colesterolo partecipa alla formazione delle vescicole endocellulari 

  • Insieme alle molecole proteiche il colesterolo regola lo scambio di sostanze messaggere tramite la membrana cellulare.

  • Il colesterolo è coinvolto nella crescita e nella divisione cellulare.

  • Il colesterolo è la sostanza base per la sintesi degli ormoni steroidei come aldosterone, cortisone, testosterone, estradiolo ecc. (vedi ghiandole surrenali e della vitamina D).

  • Il colesterolo è essenziale per lo sviluppo embrionale

  • Il colesterolo prodotto nel fegato viene impiegato in buona parte per la produzione di bile, una sostanza escreta nel duodeno che serve a emulsionare i lipidi alimentari per renderli assorbibili dall’intestino tenue.

  • essendo importante viene riassorbito nel intestino crasso

tutte le cellule sono in grado di produrre il colesterolo, ma principalmente è prodotto nel fegato, curiosamente il cervello se lo sintetizza da solo.

 

Cosa controlla la produzione del colesterolo

ci sono numerosi meccanismi di controllo:

  • la produzione è regolata dalla quantità presente nelle cellule, maggiore è la concentrazione e minore sarà la produzione, (quindi più ne assumiamo con la dieta e minore sarà la produzione ecco perché le diete a basso tenore di colesterolo incidono poco)
  • l’insulina aumenta la sintesi del colesterolo (quindi si deve diminuire l’insulina in circolo, sia facendo una dieta isoglicemica, sia migliorando la sensibilità tissutale con il movimento o degli integratori)
  •  la produzione biliare (il fegato coniuga il colesterolo nei sali biliari che vengono immessi nell’intestino e poi in parte riassorbiti nel tratto terminale, pertanto si può intervenire sia sulla sintesi dei sali biliari,  sulla espulsione della bile e sul suo riassorbimento a livello del crasso)

 

  • tiroide: l’attività tiroidea regola tutto il metabolismo, un ipotiroidismo subclinico (sospettabile anche da una temperatura basale inferiore di circa 1 grado rispetto alla norma) è responsabile di un rallentato catabolismo del colesterolo con un aumento dello stesso a livello ematico


    Nell’ipotiroidismo conclamato la composizione e il trasporto delle lipoproteine è severamente alterato con presenza di:

    • Ipercolesterolemia

    • Marcato aumento delle LDL (low density lipoproteins)

    • Aumento delle apolipoproteine B (apoA)

    • Riduzione del numero dei recettori epatici per le LDL con diminuzione della loro clearance

    • Le HDL (high density lipoproteins), nell’ipotiroidismo conclamato, sono normali o spesso aumentate per una riduzione dell’attività della CEPT (Cholesteryl-ester transfer protein) e della lipasi epatica che sono tutti enzimi regolati dagli ormoni tiroidei

    • La bassa attività della CEPT e più specificamente dell’HL provoca un ridotto trasporto degli esteri di colesterolo dalle HDL alle VLDL (very low density lipoprotein) e alle IDL (intermediate low density lipoproteins) e da HDL ad HDL

    • Inoltre l’ipotiroidismo aumenta l’ossidazione del colesterolo plasmatico principalmente perché è alterato il pattern di captazione del colesterolo che risulta aumentato.

    • Il consumo di ossigeno cardiaco è ridotto con aumento delle resistenze periferiche e riduzione della contrattilità miocardica con possibile insorgenza di ipertensione diastolica

    • Inoltre l’ipotiroidismo è associato a disfunzione endoteliale e aortosclerosi

 

  • Estrogeni:  diminuiscono il colesterolo totale, aumentano quello buono (HDL), si riduce l’ossidazione delle LDL: in sostanza forniscono un notevole contributo nella protezione cardiovascolare

 

  • Stress e i Glucorticoidi (gli ormoni dello stress come il cortisolo): aumentano il colesterolo

 

  • Radicali liberi (ROS) non solo aumentano la produzione di colesterolo, ma lo rendono più pericoloso, in quanto le placche aterosclerotiche si formano in seguito ad una reazione infiammatoria scatenata proprio dal colesterolo (LDL e VLDL) ossidato

 

Che fare in pratica

le conclusioni sono ovviamente logiche, e se escludiamo l’uso delle statine, che non hanno dimostrato da sole di poter significativamente ridurre negli anziani il rischio cardiovascolare, anzi di poter peggiorare la qualità di vita con dolori articolari e muscolari, non sempre individuabili facilmente, non resta che modificare le abitudini di vita ed usare qualche sano rimedio.

  • dieta isoglicemica e ricca di legumi (nel diabetico eventuale integrazione di cromo (vedi Glucofibra)
  • attività fisica
  • oli polinsaturi con steroli vegetali (vedi Blusterol Forte o Paxacol)
  • favorire la funzionalità del Fegato
  • ridurre lo stress (disponiamo di ottimi rimedi (sia in compresse vedi Le Gastrine, sia in tintura)
  • ottimizzare la funzionalità tiroidea (abbiamo già seguito con successo clienti con ipotiroidismo). Tireovital è un ottimo prodotto.
  • estrogeni: valutare l’assunzione di sostanze estrogeno simili
  • antiossidanti: migliorano la funzionalità epatica e riducono il danno a livello vascolare (un buon prodotto è Revital5)

 

Per maggiori dettagli potete contattarci

Grazie per la lettura

Romano Visentin 

Biologo

 

 Romano-a-Sprea

 

 

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Ovaio Policistico: che fare quando il testosterone si fa sentire

La sindrome dell’ovaio policistico è una manifestazione caratterizzata da:

– iperandrogenismo

– oligomenorrea o amenorrea

– anovulazione

– cisti ovariche 

– caratteri secondari maschili: peluria , acne, capelli sottili o alopecia androgenetica, dermatite seborroica

– dolori alla zona pelvica, gonfiore e colon irritabile, mal di schiena

Onde evitare confusione la foto ritrae il noto transgender Conchita Wurst notoriamente di sesso maschile, provocatoriamente inserito come possibile modello di donna con caratteri mascolini, legati agli elevati valori di testosterone.

 

 

il quadro ormonale

> testosterone, androstenedione e DHEAS

> LH  e < FSH   (con rapporto > 2.5 al terzo giorno mestruale)

< SHBG (proteina deputata al trasporto ormoni sessuali)

> Insulina e ridotta tolleranza glucidica

< attività tiroidea può essere presente ed aggravare il quadro metabolico  

> livelli di stress > adrenalina > glucosio e la resistenza insulinica

(l’ adrenalina fra l’altro diminuisce le scorte di fosfatidil-Inositolo che invece è aumentato dagli estrogeni, ecco perché l’inositolo viene consigliato nella terapia: per favorire la formazione del fosfatidil-inositolo.

> livelli di stress > cortisolo >glicemia e la resistenza insulinica 

> omocisteina (non è da meravigliarsi perché tipicamente correlata a diete sbilanciate)

L’obesità è un fattore aggravante in quanto peggiora tutti i parametri metabolici e riproduttivi. 

  

che fare

Come sempre i migliori risultati si ottengono agendo su tutti i punti critici, che in sostanza significa portare all’equilibrio l’asse: testa>respirazione>apparato digerente>ovaio

  • stress

ridurlo è semplice: basta dedicarsi un’ora al giorno per se stessi, meglio se ne approfittiamo per fare una bella passeggiata,

ricordandoci che è attraverso la respirazione che facciamo fluire l’energia (nuoto, nordic walking sono grandi alleati)

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ci possono aiutare numerose piante es: camomilla verbena tiglio rodiola (noi abbiamo dei buonissimi gemmoderivati), poi si può sciogliere in tisana del MSM  noto per l’azione antinfiammatoria e come leggero tonico

  • insulina

l’insulina viene regolata anzitutto con:

– una dieta isoglicemica,

– dalla attività fisica

– da integratori di cromo, selenio, zinco,  fibra (come Glucofibra), myo-inositolo (Tireovital), cannella, complesso insaponificabile di avocado e soia (vedi Blusterol-ASi)

  • testosterone 

si regola mediante la modulazione della glicemia e dell’insulina (vedi sopra)

ci sono anche alcune piante che contengono fitoestrogeni  che rafforzano l’azione nella regolazione del ciclo. Sicuramente utile può essere il complesso Soia-Avocado Insaponificabile (vedi Blusterol-Asi) per la inibizione sulla aromatasi che porta alla formazione del DHT che stimola la formazione di acne.

Il progesterone viene aumentato anche dal betacarotene (in tal caso le carote vanno assunte crude con olio)

Gli estrogeni ed androgeni vengono elaborati dal fegato e riassorbiti a livello del colon, pertanto altri due punti critici sono

  • fegato e transito intestinale

inserendo la PAXAFIBRA ed adeguando l’alimentazione, dovrebbe essere sufficiente.

 

I ginecologi solitamente prescrivono la pillola anticoncezionale estroprogestinica, che però non va a regolare la insulina e la glicemia, quindi non agisce sulle cause 

 

  • tiroide

la funzionalità tiroidea è fondamentale per il metabolismo: un semplice test è la misura della temperatura basale ascellare e rettale

ove necessario si dovrà intervenire per correggere eventuali deficenze, vedi Tireovital

Scarica la Brochure 

TIROIDE

Energia e Fertilità

  • omocisteina

tipicamente dovrebbe autoregolarsi inserendo una dieta bilanciata

  • LH e FSH

tendono a normalizzarsi agendo sui punti precedenti

  • gonfiore e dolore

sono dovuti sia all’ovao infiammato che all’intestino infiammato. Il tutto peggiorato dalla ritenzione idrica connessa all’innalzamento del cortisolo e aldosterone a causa dello stress

Addottando una dieta adeguata alle proprie intolleranze ed usando dei prodotti tipo MSM e BLUSTEROL-FORTE , PAXAFIBRA oltre che a un ribilanciamento dei sali (vedi GASTROMINERAL) si riesce sicuramente a ridurlo in brevissimo tempo.

In pratica si mette a riposo l’intestino per 20 giorni, adottando lo stesso schema in uso per l’intestino infiammato (vedi schede intestino)

  • acne

applicazioni topiche di semplice acqua e sale iodato, e alternate preparazioni di MSM, con qualche goccia di oli essenziali, glicerina e zinco, dovrebbe essere sufficiente a controllare gli arrossamenti e l’eccesso di sebo.

Capite da sole che per quanto riguarda gli integratori da assumere c’è un’ampia scelta, cosi pure per la tipologia di dieta e percorso da seguire c’è differenza a seconda della gravità della situazione. Per maggiori dettagli potete contattarci

Grazie per la lettura

Romano Visentin 

Biologo

Romano-a-Sprea

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Bibliografia

[1]Park KS et al., Fetal and early postnatal protein malnutrition cause long-term changes in rat liver and muscle mitochondria, 2003 Oct,  J Nutr. 

 

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