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INTESTINO: uno sguardo d’insieme

 

Dopo anni a parlare dei problemi intestinali, mi è stato chiesto di fare una breve introduzione, che spiegasse il ruolo centrale dell’intestino nei processi infiammatori e quindi nella malattia, che vuol dire anche, a rovescio, la sua importanza nella salute.

 

Parlare dell’importanza di un organo in biologia è sempre limitante, proprio per il fatto che tutti gli organi sono connessi.

 

Nel caso dell’intestino, o meglio dell’apparato digerente che è un insieme di vari organi, il concetto di globalità lo è a maggior ragione.

 

Un primo sguardo ci fa intuire immediatamente le connessioni fra cervello–bocca–stomaco– fegato– intestino–organi riproduttivi

 

Ma se allarghiamo lo sguardo, vediamo che gli organi sono contenuti in strutture.. , colonna vertebrale, spalle, cassa toracica, muscoli e annessi addominali

 

intestino-annessi

 

 

Pertanto anche il contenitore influisce sulla funzionalità dell’insieme, il che significa che problematiche o tensioni al contenitore inevitabilmente si ripercuotono sugli organi interni: se respiriamo male inevitabilmente mandiamo in compressione lo stomaco.

Consideriamo pure che gli organi vicini “si parlano” e pertanto è facile assistere ad una estensione dei processi infiammatori.

 

Avviciniamoci di più :

 

  • L’intestino deve prendere decisioni rapide: pertanto si è dotato di una propria rete neuronale, che comunica con il cervello.

 

  • Deve comunicare con le altre parti del corpo: oltre alle vie nervose usa ormoni, neuropeptidi, citochine. Alcune di queste, come la serotonina, influiscono direttamente sul nostro umore. E’ chiaro che se siamo tesi, ansiosi, andremo a dare un segnale di blocco a tutto l’apparato digerente.

 

  • L’intestino deve svolgere oltre alla funzione digestiva e assorbente, anche una notevole funzione difensiva: è in prima linea . Pertanto è ricchissimo di strutture di difesa: è sede di circa il 70-80% del sistema immunitario

 

  • Il colon contiene migliaia di miliardi di batteri, che digeriscono circa il 30% del cibo, modulano la risposta immnunitaria, producono delle sostanze che aiutano a riparare l’intestino e influiscono sul cervello.

 

Se l’intestino si infiamma che succede:

 

La prima cosa che avvertiamo è il gonfiore addominale, dovuto allo spasmo dei muscoli che si contraggono e non fanno uscire l’aria.

Se l’infiammazione aumenta il corpo cerca di liberarsi delle cause e manda in scarica. Se l’infiammazione prosegue compare il muco e quindi il sangue.

 

Se ci avviciniamo alla mucosa potremmo osservare che si sono create delle lesioni, pertanto non è più in grado di assicurare il passaggio delle sostanze desiderate, ma passano nel torrente linfatico anche pezzi di batteri, o cibo non digerito.

 

Questo determina un carico importante al fegato e al sistema immunitario.

 

Se prosegue, si altera la risposta immunitaria con la comparsa o l’aggravamento delle patologie infiammatorie (allergie, artriti, tiroiditi, vasculiti etc..)

 

Poichè il fegato fa da filtro per tutto il sangue, avremo sintomi da intossicazione anche in organi lontani: mal di testa, emorroidi, afte e lesioni in bocca.

 

 

Lo stato di intossicazione e di malnutrizione si ripercuote direttamente sull’umore e sui pensieri.

Aumenta l’ansia e la facilità della depressione, che peggiora sempre più lo stato di chiusura dello stomaco e intestino.

Non mangiando legumi la flora batterica si riduce fortemente, si riduce la capacità digestiva, si crea uno squilibrio noto come “Disibiosi” che è la porta verso le cistiti e la candidosi sia vaginale che sistemica.

 

Naturalmente se non si interviene prontamente, si instaura un circolo vizioso che porta solo a peggiorare le cose: l’individuo mangia sempre peggio e quindi diviene sempre più intossicato e debole.

 

CHE FARE

 

cose semplici e logiche:

 

1) mettere a riposo gli organi infiammati

2) sfiammare

3) nutrire

4) far fluire l’energia

 

il corpo si riparerà e poi potrete affrontare una dieta sana con elementi integrali e legumi.

 

 

Romano Visentin

Biologo

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Colesterolo: Verità e Mito, “il fegato non è cretino”

 

Ogni volta che partecipo ad un incontro inevitabilmente la questione colesterolo viene sempre posta.

In verità quello che ci si dovrebbe chiedere è

1) quali sono i popoli che hanno una vita più longeva ?

2) qual’è il loro colesterolo ?  

3) c’è correlazione fra colesterolo e aspettativa di vita ?

4) è sufficiente ridurre il colesterolo per aumentare l’aspettativa di vita ?

Alla prima domanda è facile rispondere: da una semplice ricerca sul web la popolazione più longeva è quella degli Hunza nell’Himàlaya che possono figliare a 80 anni e giungono alla soglia dei 140 anni.

Naturalmente i parametri cardio-circolatori sono ottimali, pressione bassa, colesterolo basso.

Poi si scopre che fanno una vita molto serena, dieta frugale e cibi genuini, seguono i ritmi giorno e notte (non hanno l’elettricità) e fanno molta attività fisica.

Quindi se prendiamo d’esempio gli Hunza  possiamo dire che il colesterolo basso è correlato ad una vita longeva, (meglio sarebbe dire che è correlato ad uno stile di vita sano e sereno).

 

 

Se si abbassa il colesterolo artificialmente, lasciando inalterato lo stile di vita, aumenta la spettanza di vita ?

Ci sono un paio di studi che fanno pensare:

  • nel PROSPER (Prospective Study of Pravastatin) fatto con un l’uso di una statina non ha avuto che un blando effetto di circa il 15 % di riduzione del rischio cardiovascolare nei 5800 uomini e donne tra i 70 e gli 82 anni, che però hanno visto aumentare l’incidenza del cancro al seno e  i dolori muscoloscheletrici.

 

 

  • nel 2014 è stato pubblicato nel prestigioso British Medical Journal una revisione degli effetti avversi delle statine: è stato accertato un aumento del rischio non solo dei dolori musolari, ma di diabete, di sofferenza renale, disturbi cognitivi, cataratta, disfunzione erettile e tromboembolismo venoso.  Link  http://www.bmj.com/content/349/bmj.g3743 

     

Se si interviene abbinando ai farmaci gli omega-3 e uno stile di vita più sano che possiamo ottenere?      

  • il risultato è un incredibile – 80% di mortalità a 5 anni in pazienti critici come i post-infartuati vedi studio (è su questo studio che è nato Blusterol)

 

E’ evidente quindi che lo stile di vita ed una corretta integrazione fanno molto di più del singolo farmaco

Pertanto ne deriva che il colesterolo è un indice dello stato di salute cardiocircolatoria solo se si abbassa naturalmente, incidendo sui fattori che lo innalzano e non bloccando la sua produzione artificialmente con farmaci.

A questo punto cerchiamo di capire cos’è il colesterolo, cosa serve e da cosa viene regolato. 

 

Il fegato non è cretino

la maggior parte del colesterolo viene prodotta dal fegato, solo un 20-30% proviene dai cibi.

Svolge numerose funzioni

  • Il colesterolo è un componente essenziale della membrana cellulare di tutte le cellule animali: diminuendo così la fluidità della membrana e aumentando la stabilità meccanica delle cellule, diminuendo la permeabilità a piccole molecole idrosolubili.

  • Il colesterolo partecipa alla formazione delle vescicole endocellulari 

  • Insieme alle molecole proteiche il colesterolo regola lo scambio di sostanze messaggere tramite la membrana cellulare.

  • Il colesterolo è coinvolto nella crescita e nella divisione cellulare.

  • Il colesterolo è la sostanza base per la sintesi degli ormoni steroidei come aldosterone, cortisone, testosterone, estradiolo ecc. (vedi ghiandole surrenali e della vitamina D).

  • Il colesterolo è essenziale per lo sviluppo embrionale

  • Il colesterolo prodotto nel fegato viene impiegato in buona parte per la produzione di bile, una sostanza escreta nel duodeno che serve a emulsionare i lipidi alimentari per renderli assorbibili dall’intestino tenue.

  • essendo importante viene riassorbito nel intestino crasso

tutte le cellule sono in grado di produrre il colesterolo, ma principalmente è prodotto nel fegato, curiosamente il cervello se lo sintetizza da solo.

 

Cosa controlla la produzione del colesterolo

ci sono numerosi meccanismi di controllo:

  • la produzione è regolata dalla quantità presente nelle cellule, maggiore è la concentrazione e minore sarà la produzione, (quindi più ne assumiamo con la dieta e minore sarà la produzione ecco perché le diete a basso tenore di colesterolo incidono poco)
  • l’insulina aumenta la sintesi del colesterolo (quindi si deve diminuire l’insulina in circolo, sia facendo una dieta isoglicemica, sia migliorando la sensibilità tissutale con il movimento o degli integratori)
  •  la produzione biliare (il fegato coniuga il colesterolo nei sali biliari che vengono immessi nell’intestino e poi in parte riassorbiti nel tratto terminale, pertanto si può intervenire sia sulla sintesi dei sali biliari,  sulla espulsione della bile e sul suo riassorbimento a livello del crasso)

 

  • tiroide: l’attività tiroidea regola tutto il metabolismo, un ipotiroidismo subclinico (sospettabile anche da una temperatura basale inferiore di circa 1 grado rispetto alla norma) è responsabile di un rallentato catabolismo del colesterolo con un aumento dello stesso a livello ematico


    Nell’ipotiroidismo conclamato la composizione e il trasporto delle lipoproteine è severamente alterato con presenza di:

    • Ipercolesterolemia

    • Marcato aumento delle LDL (low density lipoproteins)

    • Aumento delle apolipoproteine B (apoA)

    • Riduzione del numero dei recettori epatici per le LDL con diminuzione della loro clearance

    • Le HDL (high density lipoproteins), nell’ipotiroidismo conclamato, sono normali o spesso aumentate per una riduzione dell’attività della CEPT (Cholesteryl-ester transfer protein) e della lipasi epatica che sono tutti enzimi regolati dagli ormoni tiroidei

    • La bassa attività della CEPT e più specificamente dell’HL provoca un ridotto trasporto degli esteri di colesterolo dalle HDL alle VLDL (very low density lipoprotein) e alle IDL (intermediate low density lipoproteins) e da HDL ad HDL

    • Inoltre l’ipotiroidismo aumenta l’ossidazione del colesterolo plasmatico principalmente perché è alterato il pattern di captazione del colesterolo che risulta aumentato.

    • Il consumo di ossigeno cardiaco è ridotto con aumento delle resistenze periferiche e riduzione della contrattilità miocardica con possibile insorgenza di ipertensione diastolica

    • Inoltre l’ipotiroidismo è associato a disfunzione endoteliale e aortosclerosi

 

  • Estrogeni:  diminuiscono il colesterolo totale, aumentano quello buono (HDL), si riduce l’ossidazione delle LDL: in sostanza forniscono un notevole contributo nella protezione cardiovascolare

 

  • Stress e i Glucorticoidi (gli ormoni dello stress come il cortisolo): aumentano il colesterolo

 

  • Radicali liberi (ROS) non solo aumentano la produzione di colesterolo, ma lo rendono più pericoloso, in quanto le placche aterosclerotiche si formano in seguito ad una reazione infiammatoria scatenata proprio dal colesterolo (LDL e VLDL) ossidato

 

Che fare in pratica

le conclusioni sono ovviamente logiche, e se escludiamo l’uso delle statine, che non hanno dimostrato da sole di poter significativamente ridurre negli anziani il rischio cardiovascolare, anzi di poter peggiorare la qualità di vita con dolori articolari e muscolari, non sempre individuabili facilmente, non resta che modificare le abitudini di vita ed usare qualche sano rimedio.

  • dieta isoglicemica e ricca di legumi (nel diabetico eventuale integrazione di cromo (vedi Glucofibra)
  • attività fisica
  • oli polinsaturi con steroli vegetali (vedi Blusterol Forte o Paxacol)
  • favorire la funzionalità del Fegato
  • ridurre lo stress (disponiamo di ottimi rimedi (sia in compresse vedi Le Gastrine, sia in tintura)
  • ottimizzare la funzionalità tiroidea (abbiamo già seguito con successo clienti con ipotiroidismo). Tireovital è un ottimo prodotto.
  • estrogeni: valutare l’assunzione di sostanze estrogeno simili
  • antiossidanti: migliorano la funzionalità epatica e riducono il danno a livello vascolare (un buon prodotto è Revital5)

 

Per maggiori dettagli potete contattarci

Grazie per la lettura

Romano Visentin 

Biologo

 

 Romano-a-Sprea

 

 

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Ovaio Policistico: che fare quando il testosterone si fa sentire

La sindrome dell’ovaio policistico è una manifestazione caratterizzata da:

– iperandrogenismo

– oligomenorrea o amenorrea

– anovulazione

– cisti ovariche 

– caratteri secondari maschili: peluria , acne, capelli sottili o alopecia androgenetica, dermatite seborroica

– dolori alla zona pelvica, gonfiore e colon irritabile, mal di schiena

Onde evitare confusione la foto ritrae il noto transgender Conchita Wurst notoriamente di sesso maschile, provocatoriamente inserito come possibile modello di donna con caratteri mascolini, legati agli elevati valori di testosterone.

 

 

il quadro ormonale

> testosterone, androstenedione e DHEAS

> LH  e < FSH   (con rapporto > 2.5 al terzo giorno mestruale)

< SHBG (proteina deputata al trasporto ormoni sessuali)

> Insulina e ridotta tolleranza glucidica

< attività tiroidea può essere presente ed aggravare il quadro metabolico  

> livelli di stress > adrenalina > glucosio e la resistenza insulinica

(l’ adrenalina fra l’altro diminuisce le scorte di fosfatidil-Inositolo che invece è aumentato dagli estrogeni, ecco perché l’inositolo viene consigliato nella terapia: per favorire la formazione del fosfatidil-inositolo.

> livelli di stress > cortisolo >glicemia e la resistenza insulinica 

> omocisteina (non è da meravigliarsi perché tipicamente correlata a diete sbilanciate)

L’obesità è un fattore aggravante in quanto peggiora tutti i parametri metabolici e riproduttivi. 

  

che fare

Come sempre i migliori risultati si ottengono agendo su tutti i punti critici, che in sostanza significa portare all’equilibrio l’asse: testa>respirazione>apparato digerente>ovaio

  • stress

ridurlo è semplice: basta dedicarsi un’ora al giorno per se stessi, meglio se ne approfittiamo per fare una bella passeggiata,

ricordandoci che è attraverso la respirazione che facciamo fluire l’energia (nuoto, nordic walking sono grandi alleati)

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ci possono aiutare numerose piante es: camomilla verbena tiglio rodiola (noi abbiamo dei buonissimi gemmoderivati), poi si può sciogliere in tisana del MSM  noto per l’azione antinfiammatoria e come leggero tonico

  • insulina

l’insulina viene regolata anzitutto con:

– una dieta isoglicemica,

– dalla attività fisica

– da integratori di cromo, selenio, zinco,  fibra (come Glucofibra), myo-inositolo (Tireovital), cannella, complesso insaponificabile di avocado e soia (vedi Blusterol-ASi)

  • testosterone 

si regola mediante la modulazione della glicemia e dell’insulina (vedi sopra)

ci sono anche alcune piante che contengono fitoestrogeni  che rafforzano l’azione nella regolazione del ciclo. Sicuramente utile può essere il complesso Soia-Avocado Insaponificabile (vedi Blusterol-Asi) per la inibizione sulla aromatasi che porta alla formazione del DHT che stimola la formazione di acne.

Il progesterone viene aumentato anche dal betacarotene (in tal caso le carote vanno assunte crude con olio)

Gli estrogeni ed androgeni vengono elaborati dal fegato e riassorbiti a livello del colon, pertanto altri due punti critici sono

  • fegato e transito intestinale

inserendo la PAXAFIBRA ed adeguando l’alimentazione, dovrebbe essere sufficiente.

 

I ginecologi solitamente prescrivono la pillola anticoncezionale estroprogestinica, che però non va a regolare la insulina e la glicemia, quindi non agisce sulle cause 

 

  • tiroide

la funzionalità tiroidea è fondamentale per il metabolismo: un semplice test è la misura della temperatura basale ascellare e rettale

ove necessario si dovrà intervenire per correggere eventuali deficenze, vedi Tireovital

Scarica la Brochure 

TIROIDE

Energia e Fertilità

  • omocisteina

tipicamente dovrebbe autoregolarsi inserendo una dieta bilanciata

  • LH e FSH

tendono a normalizzarsi agendo sui punti precedenti

  • gonfiore e dolore

sono dovuti sia all’ovao infiammato che all’intestino infiammato. Il tutto peggiorato dalla ritenzione idrica connessa all’innalzamento del cortisolo e aldosterone a causa dello stress

Addottando una dieta adeguata alle proprie intolleranze ed usando dei prodotti tipo MSM e BLUSTEROL-FORTE , PAXAFIBRA oltre che a un ribilanciamento dei sali (vedi GASTROMINERAL) si riesce sicuramente a ridurlo in brevissimo tempo.

In pratica si mette a riposo l’intestino per 20 giorni, adottando lo stesso schema in uso per l’intestino infiammato (vedi schede intestino)

  • acne

applicazioni topiche di semplice acqua e sale iodato, e alternate preparazioni di MSM, con qualche goccia di oli essenziali, glicerina e zinco, dovrebbe essere sufficiente a controllare gli arrossamenti e l’eccesso di sebo.

Capite da sole che per quanto riguarda gli integratori da assumere c’è un’ampia scelta, cosi pure per la tipologia di dieta e percorso da seguire c’è differenza a seconda della gravità della situazione. Per maggiori dettagli potete contattarci

Grazie per la lettura

Romano Visentin 

Biologo

Romano-a-Sprea

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Bibliografia

[1]Park KS et al., Fetal and early postnatal protein malnutrition cause long-term changes in rat liver and muscle mitochondria, 2003 Oct,  J Nutr. 

 

[2]Zhu JP et al, Increased mean glucose levels in patients with polycystic ovary syndrome and hyperandrogenemia as determined by continuous glucosemonitoring, 2013 Feb, Acta Obstet Gynecol Scand. 

 

[3] Cinar N et al.,  Adrenocortical steroid response to ACTH in different phenotypes of non-obese polycystic ovary syndrome,2012 Dec 7; J Ovarian Res. 

 

[4]Choi SW, et al., Association between a single nucleotide polymorphism in MTHFR gene and polycystic ovary syndrome, 2009 Jul; Eur J Obstet Gynecol Reprod Biol. 

 

[5] Jain M et al., MTHFR C677T polymorphism is associated with hyperlipidemia in women with polycystic ovary syndrome,2012 Jan; J Hum Reprod Sci. 

 

[6]Lim SS et al., The effect of obesity on polycystic ovary syndrome: a systematic review and meta-analysis, 2013 Feb, Obes Rev. 

 

 

 

 

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Artrite e Sclerosi Multipla: l’intestino ti sta punendo

Una decina di anni fa ebbi l’occasione di conoscere il dottor Ermanno Scapolo, un neurologo dell’ospedale di Camposampiero, che interessato dalle proprietà antinfiammatorie degli oli Blusterol, aveva iniziato a consigliarli ai suoi pazienti con Sclerosi Multipla.

Dopo averne conosciuti una trentina, venne chiaramente evidente che tutti soffrivano di colon irritabile.

Le domande che mi posi erano:

  1. può essere un caso: statisticamente improbabile
  2. può essere che siano nervosi per la situazione stressante della malattia: si vero, ma una breve indagine storica evidenziava che questi disturbi intestinali erano precedenti alla comparsa della sclerosi multipla.
  3. che nesso c’era fra l’intestino disturbato e la sclerosi?

 

La lettura di articoli scientifici sulla “leaky gut syndrome” (sindrome dell’intestino gocciolante) dava un senso a queste osservazioni, e metteva in risalto come tutte le patologie infiammatorie sistemiche (artriti, dolori muscolari, mal di testa, patologie autoimmuni come tiroidite, sclerosi m., vasculiti etc.) possono peggiorare in seguito al passaggio di sostanze non digerite, pezzi di batteri patogeni, candida, batteri attivi e virus, dall’intestino infiammato e quindi non più selettivo, al torrente linfatico e sanguigno.  

Vediamo alcuni dati

I Batteri patogeni

  • le infiammazioni croniche agli arti è noto da molto tempo che possono essere sostenute da batteri, vengono classificate come “artriti reattive” (artriti negative al fattore reumatoide) (http://www.bresciareumatologia.it/spondiliti/artrreattive/artrite%20reattiva.html) , talora il semplice trattamento con antibiotici porta ad un netto miglioramento. (E’ chiaro che se si pensa di proseguire con questa strada senza ripristinare l’equilibrio intestinale, inevitabilmente il problema si ripresenterà).

 

  • Analisi sofisticate hanno messo in evidenza la correlazione con la presenza di pezzi di batteri (Petidoglicani e Lipopolisaccardi di parete) con reazioni infiammatorie croniche sia articolari che nella sclerosi multipla. Viene evidenziato come queste componenti siano in grado non solo di agire come proinfiammatori, ma di esaltare la risposta autoimmune, quindi peggiorando la condizione dei pazienti sofferenti di patologie autoimmuni (tiroiditi, artriti reumatoidi, vasculiti, artriti psoriasiche etc.) (Bacterial peptidoglycan in rheumatoid arthritis and multiple sclerosis, A. Schrijver – Immunology Roterdam -2000)

La Candida

Oltre ai batteri un’altra responsabile dell’aggravamento degli stati infiammatori e delle autoimmunità è la Candida.

I fatti:

 

 

  • In questa pubblicazione (From the Th1/Th2 Paradigm towards a Toll-Like Receptor/T-Helper Bias –. 2005 Oct; 49(10): 3991–3996) si spiega chiaramente che i batteri e la candida interferiscono direttamente con l’attivazione delle vie immunitarie TH1 (sovraespresse nelle patologie autoimmuni) e TH2 (sovraespresse nelle forme allergiche). Pertanto anche in assenza di alterata Permeabilità Intestinale, lo squilibrio della flora intestinale è direttamente connesso con il peggiorare delle patologie immunitarie.

 

Nuove ricerche

La equipe della Dr.ssa Marika Falcone del Ospedale San Raffaele di Milano ha evidenziato che in corrispondenza delle recidive della Sclerosi Multipla si altera la flora batterica intestinale e aumentano un tipo di globuli bianchi noti per peggiorare la patologia.

In sostanza si ipotizza che l’attivazione patologica delle cellule del sistema immunitario, i linfociti TH17 (noti per essere “le prime cellule del sistema immunitario a superare la barriera ematoencefalica e a raggiungere il sistema nervoso centrale, contribuendo al danno del rivestimento mielinico”) avvenga principalmente nell’intestino.

In questi pazienti riacutizzati c’erano ridotte quantità di batteri genere Prevotella (batterio che riduce il differenziamento dei linfociti in cellule TH17) e l’aumento di due ceppi dello Streptococco (oralis e mitis) che generalmente risiedono nella cavità orale e che sono noti per la loro aggressività infiammatoria.

NOTE PERSONALI: Questo sta pure ad indicare una ridotta barriera gastrica, che è il primo ostacolo al proliferare dei batteri dal cavo orale all’intestino, che secondo la mia esperienza si verifica durante i periodi di stress o di errata nutrizione. La carenza di fibre fermentabili (il principale cibo della Prevotella) è certamente causa dello squilibrio finale.

Fonte ADNKRONOS

 

Che fare

Potete fare voi stessi un’auto analisi:

– soffrite di colon irritabile (se mangiate i fagioli e vi gonfiate, allora avete un  colon irritabile)

– avete infezioni nel cavo orale o in altri siti (vescica, vagina, uretra..)

Se la risposta è affermativa allora siete quasi sicuramente colpiti da questa invasione di “spazzatura”.

Il percorso 

– favorire la guarigione delle mucose

– contrastare i batteri patogeni favorendo quelli benefici, senza l’uso di antibiotici

– riequilibrare la dieta e gli altri elementi nutrizionali,

– contrastare l’acidosi che peggiora tutte le patologie infiammatorie e tumorali.(https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC5342046/) . Una breve guida la potetete scaricare da: http://www.livinaturals.com/dati/DOCUMENTI/News/Equilibrio-Acido-Base-Fondamenti.pdf   Per riequilibrare l’acidosi, disponiamo di due prodotti (PROBASICA e GASTROMINERAL) da scegliere in funzione del grado di acidosi e dal livello energetico.

– allontanare lo stress e favorire il sonno: il grande riparatore.

Maggiori dettagli li potete trovare nella sezione intestino


Testo  consigliato

Non è coraggio

di Francesca Zampieri

“Un testo autobiografico che racconta il percorso di Francesca, colpita gravemente da Sclerosi Multipla, verso una vita normale.  

La sua lettura è consigliata a tutte le persone che soffrono di patologie autoimmuni, poiché il percorso è il medesimo.

Incontri fortunati l’hanno condotta prima in India a disintossicarsi e a sfiammarsi per poi proseguire in Italia.

Ora conduce una vita normale e vuole diffondere il messaggio che affrontare la Sclerosi Multipla con metodi di Medicina Naturale e  con successo, si può. ” 

Acquistabile su Amazon 

(Disponibile entro breve in Ebook e anche in Inglese)


il 25 giugno 2017 è stato presentato  il libro di Francesca Zampieri “Non è Coraggio”. 

E’ stata  un occasione per fare una riflessione su come rieducare il sistema immunitario. Non solo per la Sclerosi Multipla, ma anche le altre patologie immunitarie (artrite reumatoide, psoriasi, Troiditi, Sclerodermia etc.).

Prossimamente si svolgeranno altri incontri simili

Romano Visentin 

Biologo

Romano-a-Sprea

Commenti in evidenza:

Sono Lanfranco ho 59 anni,da 30 anni ho la sclerosi multipla.

È 30 anni che sono un insegnante di materie scientifiche di una scuola superiore statale. Ho convissuto con la SM senza problemi per 20 anni. Poi a 50 anni, sbagliando,ho deciso di eliminarla dalla mia vita e ho fatto riferimento alla medicina ufficiale che dispensa farmaci che nel mio caso hanno modificato l’equilibrio esistente.

In questi ultimi dieci anni sono peggiorato tanto che due anni fa ho smesso di guidare l’auto. Comunque continuo a svolgere tutte le attività con l’aiuto di un deambulatore e bastone.

L’estate è sempre stata una stagione critica, per il caldo e l’affaticamento; quest’anno col dottor Visentin sono riuscito a viverla più attivamente, diminuendo la stanchezza e riuscendo a fare tratti più lunghi a piedi. (in due mesi sono arrivato a farne 500-600 metri, una cosa impensabile, prima riuscivo a farne solo qualche decina)

Quindi ho notato che seguendo un regime alimentare ben equilibrato e prendendo giusti integratori si può migliorare la qualità di vita.

<o>

La massima stima e gratitudine al Dott. Visentin che mi ha efficacemente aiutato ad uscire da una situazione disperata causata da una malattia autoimmune che mi ha fatto perdere 16 chili in otto mesi portandomi alla quasi denutrizione. Pochi consigli semplici ed un aiuto a capire la logica del mio corpo e dopo neanche un mese ho cominciato a vedere un miglioramento che è continuato nel tempo.

Grazie a lui che ha risolto il 70% dei miei problemi e con l’aiuto di  altri consulenti, ora la mia malattia sembra regredita e gli anticorpi sono diventati negativi.

Cinzia

<o>

 

Da Monica (mamma di Martina 12 anni colpita da Alopecia Autoimmune, trattata precedentemente con insuccesso con Tacrolimus all’ospedale il Burlo Garofolo di Trieste)

” Ciao Romano relativamente alla alopecia della Martina direi bene.

Abbiamo avuto dei buoni risultati evidenti nella ricrescita  proprio dei capelli nelle aree dove erano caduti.

Per quanto riguarda l’ alimentazione stiamo procedendo con le direttive e la linea che ti ci hai indicato .

Martina sta bene, abbiamo aggiunto a tutto il percorso che abbiamo intrapreso sedute di agopuntura questo perché abbiamo visto che la rilassa e scarica anche tensione.”